LUTTO DEGLI ANIMALI

Fino a quando non hai amato un animale, una parte della tua anima sarà sempre senza luce.

Anatole France

L’incontro con il proprio animale: un legame autentico e profondo

Può accadere che un giorno qualsiasi incontriamo per caso un batuffolo di pelo che richiama la nostra attenzione. Altre volte lo desideriamo così intensamente, fino a farlo entrare nella nostra vita. Qualunque sia il modo in cui nasce questo incontro, si crea un legame unico, fatto di gesti quotidiani, di silenzi condivisi e di una speciale comunicazione tutta nostra. Gli animali ci accettano per come siamo, senza giudizio, e ci permettono di vivere una relazione basata sulla reciprocità e sull’amore incondizionato. Questa esperienza ci riporta a una verità essenziale: la biofilia, l’affinità tra esseri viventi è parte profonda della nostra natura. Difatti, a un animale ci affezioniamo proprio come a un nostro simile. Può essere un cane che batte la coda al ritmo delle sue emozioni, o di un gatto che vibra di coccole e carezze attraverso le sue fusa, oppure può trattarsi di un volatile, di un rettile, un pesce, un roditore. Qualunque animale sia, ciò che è certo è che, attraverso questo scambio affettivo si crea un legame profondo, scandito da abitudini, rituali e momenti condivisi. È così prezioso e allo stesso tempo anche fragile: il tempo scorre velocemente, fino a quando inevitabilmente la vita ci pone di fronte a un evento in cui facciamo esperienza di una diagnosi di una malattia, dell’invecchiamento e della perdita del nostro animale da compagnia. In questo momento, possiamo trovarci impreparati nel confrontarci con il dolore del cambiamento e della separazione.

Il dolore invisibile

Nella società moderna non siamo educati alla comprensione dell’evento della morte, che spesso è vista come qualcosa da non nominare, da rimuovere, da non far vedere, da tener lontano o persino da negare. Possiamo definire il lutto come qualsiasi esperienza che contiene una perdita del legame e può trattarsi di un distacco da persone, da amori, amicizie, da luoghi, oggetti o anche parti di noi, anche la scomparsa dei nostri amati animali. La pet loss, è un’esperienza di lutto autentica, intensa e trasformativa, tuttavia spesso viene sottovalutata o banalizzata da chi ci circonda. Possiamo ascoltare frasi come “Era solo un animale”, “Te ne prenderai un altro”, che ci fanno sentire feriti, incompresi e isolati. Eppure, questa perdita tocca corde profonde: otre a lasciare andare la presenza affettiva del nostro animale, salutiamo anche una parte di noi che viveva nella relazione.

La condivisione: il gruppo come spazio protetto di ascolto

Il gruppo per l’elaborazione della perdita dei propri animali è uno spazio nato per consentire ai partecipanti di sentirsi accolti, ascoltati e riconosciuti nella propria esperienza, senza restare soli nel dolore. La partecipazione al gruppo avviene in complementarità a un percorso individuale di counseling, durante il quale si inizia ad accogliere e dare forma alla propria esperienza di perdita. Solo successivamente è possibile partecipare al gruppo, dove ogni partecipante ha la possibilità di portare il proprio vissuto, accompagnato dalla conduzione di professionisti che facilitano lo scambio e la condivisione. Grazie a delle regole condivise e alla continuità della relazione, si costruisce un’identità collettiva di gruppo che diventa un contenitore sicuro di ascolto e sostegno reciproco. In questo ambiente protetto, le emozioni possono essere espresse liberamente, senza vergogna o giudizio, e insieme si attraversano le diverse fasi del lutto: dallo shock iniziale, alla negazione dell’evento, dalle diverse espressioni della rabbia fino a prendere contatto con la propria profonda tristezza, trovando comprensione e conforto nello sguardo e nella presenza consapevole degli altri. Infine, si arriva all’accettazione di ciò che è accaduto, in cui la condivisione diventa uno strumento di trasformazione che ci consente nuovamente di immaginare e progettare il futuro.

Trasformare il dolore in consapevolezza

La morte del nostro animale ci parla della finitezza della vita e anche della resilienza che nasce dall’accettarla. Durante gli incontri del gruppo, mentre ci sentiamo accolti nel fare esperienza della perdita e impariamo a salutare il nostro animale, e con lui quella speciale parte di noi, possiamo entrare in contatto con la nostra fragilità, che è parte naturale dell’esistenza. Fidandoci di noi stessi e di quel momento, così intenso e delicato, e concedendoci lo spazio per accoglierla, da questa fragilità può nascere qualcosa di autentico. Può restituirci uno sguardo nuovo su noi stessi, sugli altri e sul mondo, sulle nostre risorse, sula profondità dei legami che abbiamo e sulla qualità della vita che desideriamo. Il dolore non scompare, cambia forma e diventa una rinnovata consapevolezza. Salutandoci, il nostro animale, con la sua presenza autentica, ci ha lasciato un dono prezioso: l’insegnamento di accettarci per ciò che siamo. E così, il dolore, diventa una risorsa interiore che ci accompagna nel viaggio della vita, per compiere scelte più intenzionali e consapevoli in piena connessione di noi stessi e dei nostri più intimi bisogni.

FAQ

La L. 4/2013  è conosciuta anche come la legge sulle professioni non organizzate, o organizzate diversamente, ed è stata introdotta in Italia per disciplinare l’esercizio di professioni che non sono soggette a regolamentazione da parte degli ordini professionali. La legge promuove standard di qualità e formazione stabilendo delle indicazioni, o meglio un quadro di riferimento, che consente ai singoli professionisti di operare sul mercato del lavoro in modo chiaro e trasparente, seguendo delle regole condivise e garantendo al contempo la protezione e il rispetto dei diritti del consumatore finale.

Ai sensi della L. 4/2013 ogni associazione professionale ha la responsabilità di fornire una garanzia sulla qualità dei servizi professionali che vengono erogati dai soci professionisti iscritti, garantendo la formazione continua, il rispetto delle regole associative, nonché l’adesione agli standard etici e deontologici. Ogni associazione professionale iscritta all’elenco del Ministero delle Imprese e del Made in Italy rilascia all’counselor professionista un Attestato di Qualità e Qualificazione Professionale (AQP) per certificare la qualità dei servizi erogati. Pertanto, per accertarsi della professionalità di un counselor professionista, occorre verificare se sia in possesso di un AQP in corso di validità, che attesta che il professionista continua ad aggiornarsi professionalmente, garantendo la qualità delle sue competenze al cliente.

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