Il professionista della relazione d’aiuto sa quanto possa essere nutriente conoscere la storia personale di ciascun cliente o paziente. È arricchente accompagnare le persone nei loro percorsi di crescita e trasformazione, ed essere testimoni della loro tendenza attualizzante. Eppure, dietro ogni ascolto empatico, è necessario fare i conti con la complessità del ruolo che assumiamo, dal momento che possono emergere dubbi, emozioni intense in risonanza con la nostra storia personale, oppure situazioni nuove, mai sperimentate prima, che mettono a dura prova le competenze acquisite. Per garantire una buona qualità del servizio, è fondamentale che il professionista della relazione d’aiuto scelga di ritagliarsi uno spazio in cui possa fermarsi e confrontarsi con una figura con maggiore esperienza, per condividere le dinamiche incontrate, dare un nuovo significato alle esperienze e continuare a crescere nella propria pratica.
La supervisione professionale per gli operatori della relazione d’aiuto costituisce un processo di apprendimento, sostegno e verifica, che si sviluppa tra un professionista con competenze specifiche e uno o più con minore esperienza, sia durante la formazione e sia nel corso della pratica operativa. Integra aspetti teorici e pratici, offre uno spazio di condivisione e uno scambio nutriente, in cui il supervisore, grazie a dei feedback mirati, guida il professionista a rileggere le proprie esperienze, ad acquisire nuove prospettive, a mantenere un equilibrio tra coinvolgimento personale e ruolo professionale. Dalla supervisione è possibile migliorare l’efficacia professionale e la qualità degli interventi, rafforzare le competenze relazionali e, al tempo stesso, garantire una maggiore tutela a se stessi e ai propri clienti.
La supervisione può portare numerosi benefici, che si esprimono sia sul piano personale che relazionale:
La L. 4/2013 è conosciuta anche come la legge sulle professioni non organizzate, o organizzate diversamente, ed è stata introdotta in Italia per disciplinare l’esercizio di professioni che non sono soggette a regolamentazione da parte degli ordini professionali. La legge promuove standard di qualità e formazione stabilendo delle indicazioni, o meglio un quadro di riferimento, che consente ai singoli professionisti di operare sul mercato del lavoro in modo chiaro e trasparente, seguendo delle regole condivise e garantendo al contempo la protezione e il rispetto dei diritti del consumatore finale.
Ai sensi della L. 4/2013 ogni associazione professionale ha la responsabilità di fornire una garanzia sulla qualità dei servizi professionali che vengono erogati dai soci professionisti iscritti, garantendo la formazione continua, il rispetto delle regole associative, nonché l’adesione agli standard etici e deontologici. Ogni associazione professionale iscritta all’elenco del Ministero delle Imprese e del Made in Italy rilascia al supervisore un Attestato di Qualità e Qualificazione Professionale (AQP) per certificare la qualità dei servizi erogati. Pertanto, per accertarsi della professionalità di un supervisore, occorre verificare se sia in possesso di un AQP in corso di validità, che attesta che il professionista continua ad aggiornarsi professionalmente, garantendo la qualità delle sue competenze al cliente.
Nell’ambito delle professioni ordinistiche occorre verificare che gli psicologi e psicoterapeuti siano iscritti all’Ordine, che abbiano un’esperienza clinica significativa consolidata nel proprio ambito terapeutico e possiedano una formazione avanzata specifica nell’attività di supervisione.
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